Comunità Ortodossa della Svizzera Italiana

Presentazione

Scopo

La Comunità Ortodossa della Svizzera Italiana è nata a Lugano il 21 maggio 1995.  Dal punto di vista canonico la nostra comunità è sotto la giurisdizione della Metropolia Ortodossa Romena dell’Europa Occidentale e Meridionale, con sede a Parigi, il cui metropolita è Sua Eminenza Monsignor Iosif. L’attività religiosa, culturale e sociale degli ortodossi in Ticino si è svolta per molti anni, fino alla costituzione della parrocchia serba nel 2002 e di quella russa nel 2011, soprattutto nell’ambito e con l’aiuto della nostra comunità e parrocchia, che si riunisce per la Divina Liturgia e gli altri santi uffici, e anche per altre attività, nella chiesa della Madonnetta a Lugano.

Gli ortodossi che vivono in Ticino, secondo il censimento dell’anno 2000, sono più di 7000. Di questi 7000, circa 1200 sono Siro-Ortodossi e hanno un loro parroco. I rimanenti provengono da vari etnie e culture, soprattutto dell’Europa orientale e balcanica. Alcuni sono arrivati come rifugiati politici all’epoca dei regimi comunisti nell’Est europeo, molti altri, di origine serba, in seguito ai conflitti balcanici degli anni ’90, alla ricerca di sicurezza e per rifarsi una vita. Molti di loro sono arrivati con ferite morali subite durante i regimi comunisti atei. Sappiamo che i comunisti volevano distruggere l’uomo interiore, la sua fede, la sua anima. Il crollo del comunismo dimostra che non sono riusciti nel loro intento e la Chiesa Ortodossa ha avuto il grande merito, con il suo “arcaismo”, di conservare vivo e di tramandare, nella sua semplicità e nel suo mistero, adattandosi ai tempi e aiutando gli uomini che le erano rimasti fedeli, tutto ciò che era ed è necessario al vivere cristiano: fede, spiritualità, liturgia.

Seppure in maniera meno drammatica, anche la diaspora mette in pericolo la nostra identità cristiana. Nonostante tutte le difficoltà ci siamo perciò impegnati in ogni circostanza per conservare l’identità religiosa e culturale dei nostri fedeli e per evitare lo sradicamento, che della diaspora è il dramma più grande. Per evitare questo rischio, io come sacerdote e altri membri  della nostra comunità cerchiamo innanzitutto di aiutare la gente a riscoprire la fede. Nel rispetto delle singole individualità, e attenti al contributo con il quale ognuno arricchisce la nostra comunità, vogliamo realizzare a Lugano la Chiesa una, nella quale le differenze etniche e nazionali si stemperano nella consapevolezza condivisa di appartenere alla stessa fede che ci unisce. Il nostro lavoro è difficile e delicato, poiché oltre che a questo ideale di unità, tende anche alla conservazione di valori e specificità etniche, culturali, e di tradizione religiosa delle diverse terre d’origine, e ancora ad aiutare i fratelli di fede immigrati a superare le difficoltà  linguistiche e culturali che incontrano in Ticino, integrandosi nella nuova realtà in cui sono chiamati a vivere e a operare.

Attività

Il nostro “Bollettino parrocchiale” viene pubblicato e spedito due volte all’anno a 750 indirizzi. Siamo partiti nel 1996 con la spedizione di una lettera a 50 persone ed ecco, oggi possiamo vantarci della pubblicazione di una piccola rivista con un ricco contenuto, nelle principali lingue dei nostri membri.

Segnalo con gioia e gratitudine l’impegno particolare in tutti questi anni del nostro coro diretto dalla signora Sofia Garbarino, che – cito il nostro caro ex presidente Giancarlo Bellotti – “ha saputo armonizzare con una infinita pazienza, voci e idiomi differenti”. Oltre che animare tutte le Divine Liturgie la domenica e per le grandi feste, il nostro coro ha partecipato a varie manifestazioni: concerti di beneficenza a Gentilino, in Italia, nella Cattedrale di Lugano in occasione del presepio vivente, a Zurigo per l’inaugurazione della nostra mostra d’icone e soprattutto al festival di poesia Poestate 2010, che si è concluso con un vespro ortodosso che abbiamo celebrato accompagnati dal nostro coro e dal coro della RSI,  diretti dalla nostra Sofi e dal maestro Diego Fasolis.

In tutti questi anni abbiamo cercato di trasmettere il valore di una fede cristiana che è viva nel momento in cui entra in contatto con gli altri. Il Cristianesimo ortodosso non può e non deve vivere chiuso in se stesso, ma ha la missione di andare incontro a tutti gli uomini e soprattutto ai fratelli cristiani di altre chiese. In questo senso le iniziative sostenute dalla nostra Chiesa in Ticino vogliono essere la testimonianza di una fede che non ha paura di aprirsi verso la società, ma crede con forza che solo attraverso l’incontro il Cristianesimo si vive pienamente. Testimonianze di questo spirito sono state anche le ultime sei consecutive feste multiculturali. L’incontro e il rapporto con il pubblico intervenuto ci ha permesso di arricchirci nella conoscenza e nella nostra stessa fede.

Il nostro “Bollettino parrocchiale” viene pubblicato e spedito due volte all’anno a 750 indirizzi. Siamo partiti nel 1996 con la spedizione di una lettera a 50 persone ed ecco, oggi possiamo vantarci della pubblicazione di una piccola rivista con un ricco contenuto, nelle principali lingue dei nostri membri.

Segnalo con gioia e gratitudine l’impegno particolare in tutti questi anni del nostro coro diretto dalla signora Sofia Garbarino, che – cito il nostro caro ex presidente Giancarlo Bellotti – “ha saputo armonizzare con una infinita pazienza, voci e idiomi differenti”. Oltre che animare tutte le Divine Liturgie la domenica e per le grandi feste, il nostro coro ha partecipato a varie manifestazioni: concerti di beneficenza a Gentilino, in Italia, nella Cattedrale di Lugano in occasione del presepio vivente, a Zurigo per l’inaugurazione della nostra mostra d’icone e soprattutto al festival di poesia Poestate 2010, che si è concluso con un vespro ortodosso che abbiamo celebrato accompagnati dal nostro coro e dal coro della RSI,  diretti dalla nostra Sofi e dal maestro Diego Fasolis.

In tutti questi anni abbiamo cercato di trasmettere il valore di una fede cristiana che è viva nel momento in cui entra in contatto con gli altri. Il Cristianesimo ortodosso non può e non deve vivere chiuso in se stesso, ma ha la missione di andare incontro a tutti gli uomini e soprattutto ai fratelli cristiani di altre chiese. In questo senso le iniziative sostenute dalla nostra Chiesa in Ticino vogliono essere la testimonianza di una fede che non ha paura di aprirsi verso la società, ma crede con forza che solo attraverso l’incontro il Cristianesimo si vive pienamente. Testimonianze di questo spirito sono state anche le ultime sei consecutive feste multiculturali. L’incontro e il rapporto con il pubblico intervenuto ci ha permesso di arricchirci nella conoscenza e nella nostra stessa fede.

Ecumenismo

Nello spirito che la Chiesa Ortodossa ai suoi vertici promuove, abbiamo anche noi ottimi rapporti sia con la Chiesa Cattolica sia con le Chiese protestanti del nostro Cantone. Siamo membri attivi all’interno della Comunità di Lavoro delle Chiese Cristiane in Ticino sin dalla sua fondazione.

Il fatto, forse unico in Europa, che la principale lingua di culto della nostra parrocchia è l’italiano ha facilitato molto i contatti con i fratelli e le sorelle delle altre chiese che partecipano spesso alla Divina Liturgia e alle attività che proponiamo.

Ricordo solo i molto frequentati pellegrinaggi degli ultimi dieci anni in Romania e soprattutto i numerosi incontri di preghiera comune. Partecipiamo e parteciperemo anche in futuro a questi incontri convinti che ogni momento di preghiera comune è una vittoria sulle nostre divisioni e una testimonianza dell’unità che già abbiamo in Cristo.

Dai dati dell’Ufficio di statistica cantonale emerge che la nostra giovane comunità  è  molto attiva e ben integrata, ciò che pone ottime premesse per il futuro. Per poter meglio seguire e preparare il futuro dei nostri giovani, la nostra priorità è ora quella di ottenere il diritto di organizzare l’istruzione religiosa nelle scuole, dove la Chiesa Ortodossa non ha ancora accesso. È il desiderio di un alta percentuale di genitori e degli stessi  giovani.

Convinti che il futuro di un mondo meno secolarizzato e ricco nello spirito appartiene ai giovani, il nostro impegno sarà concentrato verso di loro, sia per quanto riguarda la vita spirituale, sia più in generale per quanto riguarda la promozione del valore della persona e di tutto ciò che può contribuire a un maggiore dignità e responsabilità degli uomini.

Ringraziamo Dio per tutto ciò che con il suo aiuto abbiamo realizzato in questi anni e confidiamo sempre in Lui per il futuro che ci aspetta.

Rivolgo a tutti collettivamente un grazie di cuore, e ricordo in particolare i padri Giuseppe, Michele e Andrea della Chiesa del Sacro Cuore, che ci accolgono da sempre con amore fraterno.

Comitato Parrocchiale

  • padre Mihai Mesesan – parroco
  • Renato Giovannoli – presidente
  • Boban Grujic – vicepresidente
  • Sofia Garbarino – direttrice del coro
  • Zivorad Veljić
  • Elena Voina
  • Zorana Vasić
Monogramma di Cristo